lunedì 29 settembre 2014

Falkirk, ovvero non solo quel campo verde nella seconda metà di Braveheart

Quando mi chiedono come mai abbiamo deciso di trasferirci proprio qui, di solito improvviso risposte.
Il punto è che un motivo ponderato, come per la maggior parte degli altri eventi fondamentali della mia vita, non c'è. Io procedo a istinto, di solito, e non potevo smentirmi stavolta. 
Il web mi ha guidata, l'intuito mi ha incoraggiata e il caso ha fatto il resto. Ecco. 

E quindi, vediamo, dov'è che sono andata a capitare?
Vi scrivo dalla contea dello Stirlingshire, che prende il nome dalla cittadina di Stirling (a 10 minuti da qui), sede di un meraviglioso castello, che ovviamente sarà protagonista di un post a parte.
(A poca distanza da Stirling, si trova il castello di Doune, usato dai Monty Python qui, e già solo questo rende obbligatoria una mia visita a breve da quelle parti.)

Siamo nelle Central Lowlands scozzesi, circa a metà strada tra Edimburgo e Glasgow, che distano entrambe una mezz'ora di macchina da qui (in treno possono essere tra i quindici e i quaranta minuti, dipende dalla tratta).
Falkirk è una cittadina di circa 35000 abitanti, che diventano quasi 150000 se contiamo le cittadine di Larbert, Grangemouth, Polmont, Denny, Slamannan, Bonnybridge, Stenhousemuir, Bo'ness, Denny e Airth che tutte insieme formano il Falkirk Council, che praticamente è un'area urbana ininterrotta, il cui territorio si estende fino al Firth of Forth, cioè la foce del fiume Forth, che ci introduce allegramente nel mare del Nord.

L'esatta pronuncia di almeno la metà di queste cittadine resta per me tutt'ora un mistero. 
D'altronde ancora adesso, dopo un mese qui, mi vengono i dubbi su come si pronunci esattamente Falkirk, voi capite. Il punto è che qui le pronunce sono molto soggettive, ma questa è un'altra storia. 

Il cuore della cittadina è, ovviamente, la High Street, pedonale, piena di negozi e bar/fast food; per i ristorantini invece bisogna deviare dalla via principale. Se ci si perde tra i vicoletti, si ha la possibilità di fare conoscenza con deliziose sale da tè, pub o negozi vintage che si nascondono in angoli nettamente più appropriati al loro stile. Incrociando la High Street salendo da Vicar Street, ci si trova davanti l'Howgate Shopping Centre, uno dei due centri commerciali che la via ospita (l'altro è il Callendar). 
Circa a metà della strada, si erge fiero The Steeple, la torre dell'orologio/campanile, il cui bicentenario è stato festeggiato il fine settimana scorso, con tanto di rievocazioni in costume, bande di cornamuse, un mercatino e un divertentissimo concerto finale che ha visto sul palco i Red Hot Chilli Pipers, geniale gruppo che mescola il rock e la musica contemporanea alla tradizione, interpretando in modo molto personale classiconi tipo We will rock you o Master of puppets, ma anche Wake me up di Avicii. Sul palco, tra un assolo di chitarra in kilt e tante cornamuse, un paio di bravissime (e gnocchissime) ballerine deliziavano il pubblico con una versione più rock delle famose Highland Dances.

Quella che è stata festeggiata è in realtà la ricostruzione della torre, perchè la struttura originale risale circa al 1580. Nei primi anni del 1800, la torre ha cominciato a mostrare segni di cedimento, tanto da essere paragonata alla torre di Pisa per la pericolosa pendenza che stava assumendo, così è stata completamente ristrutturata, donandogli le sembianze attuali, nel giugno 1814. 
Ogni torre dell'orologio che si rispetti ha una storia curiosa di cui far parlare, e lo Steeple non è da meno:
nel 1927, un terribile temporale si abbattè sulla città e un fulmine colpì in pieno la torre, distruggendo la parte superiore dell'edificio; miracolosamente non ci furono vittime umane. L'unico a rimetterci fu lo sfortunato cavallo dell'azienda Robert Barr&Sons, famosa produttrice di limonata, che si trovava esattamente ai piedi della torre: il suo nome era Irn Bru, e sì, la limonata ora si chiama così per lui. 
A giudicare dal menu proposto dal pub, nella foto, non siamo stati gli unici farci partire in testa la musichetta di Ritorno al futuro in automatico.

La piazzetta ai piedi della torre, Old Market Place, come suggerisce il nome, era il luogo dove anticamente si svolgeva il mercato cittadino, e ancora oggi svolge la funzione di fulcro della vita sociale della città: è qui che si sono svolte le animate campagne elettorali per il referendum Yes/No.
Procecendo lungo la High Street, si incontra la Old & St.Modans Parish Church: la struttura originale risale addirittura al settimo secolo, ma la versione attuale è frutto di una ricostruzione del diciannovesimo secolo.
La chiesa fa parte della congregazione della Church of Scotland e purtroppo normalmente l'accesso al pubblico non è consentito, se non in occasioni particolari. Spero di poterla visitare presto. Quello che però si può fare, è passeggiare nel giardino della chiesa e sfruttare l'occasione per accorciare la strada verso casa attraversandolo. Una volta era un cimitero, poi le tombe sono state rimosse e ora ci sono panchine, prato verde e una grande croce celtica.






























Al di fuori della High Street, Falkirk ha tanti altri angoli deliziosi e una storia ricca e avvincente.

Un po' alla volta, vi racconterò tutto. Per il momento, spero che questa prima rapida passeggiata in centro sia stata interessante.

PS: le foto sono mie e di Fabio.
Le mie si riconoscono dai pixel grandi come i mattoncini della chiesa, tante volte vi venissero dubbi.
Ah, ci stiamo attrezzando per delle versioni multimediali, stay tuned! 

2 commenti:

  1. Silvia, Fabio, grazie mille per il post e le foto: è proprio bello gironzolare per Falkirk con voi!

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  2. E continueremo a gironzolare presto :)

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