Scucio la manica del cappotto nero, mi innervosisco a staccare la colla con cui l'hanno orlata così forte che a tratti rischia di strapparsi.
C'è profumo di cannella, viene dalla tazza della mia colazione, ancora sul tavolo: mela a pezzetti condita solo con un po' di cannella. Non ho deciso di fare la prima dieta della mia vita; solo il mio corpo si sta ribellando alla quantità di schifezze che ho ingurgitato in questi ventisei golosi anni e allora mi manda segnali.
Più che segnali mi manda minacce, ma vabbè.
In sottofondo ho messo una playlist infinita di youtube. Si chiama qualcosa come Beatiful inspirational music, o roba simile. Speravo mi cullasse, e mi ispirasse già che c'era.
Tengo mani e occhi bene impegnati sul lavoro che sto facendo, massaggio le orecchie con musica dolce, strego il naso con profumi di spezie e d'autunno.
Cerco di distrarre il mio stomaco che si ribella all'irrisoria colazione.
Cerco di distrarre il mio cervello, che si ribella sempre troppo spesso.
La prima causa del mio corpo in rivolta è proprio lui. Lui che si porta dentro tutto il carico di paure, ansie, insicurezze, fobie, manie, desideri e sogni troppo grandi. Lui che li prende e li ridistribuisce qua e là per il corpo e allora un giorno è dermatite, l'altro è mal di testa, un altro ancora è una schiena bloccata.
Non è una storia facile per un'ansiosa, mezza ipocondriaca, ma da qualcosa bisognerà pur partire.
Fuori il cielo è azzurro. Di quell'azzurro che ti illude, perché non te lo immagini davvero quanto freddo fa.
Il freddo che quando esco la mattina alle 8 mi si sbatte in faccia con arroganza e mi costringe definitivamente a svegliarmi, per davvero, che alle 8 meno 2 minuti in ascensore io non sono ancora sveglia sul serio.
Quel freddo che poi affronto e non mi spaventa più, perché il problema è uscire lì fuori ma quando ci sono mi piace. Allora comincio a camminare, mi piace camminare, sentirlo questo freddo che mi scorre addosso. Guardo indietro, l'autobus sta arrivando, tentenno, la mia pigrizia vorrebbe avere la meglio, mi fermo un attimo, poi mi volto di nuovo e riprendo a camminare.
A me le sensazioni piccole, quelle che riempiono gli attimi, fanno la giornata.
Le gusto, le respiro, le sento dentro, mi pervadono.
Sarà per questo che ho qualche problema con quelle più grandi, di sensazioni?
Più che segnali mi manda minacce, ma vabbè.
In sottofondo ho messo una playlist infinita di youtube. Si chiama qualcosa come Beatiful inspirational music, o roba simile. Speravo mi cullasse, e mi ispirasse già che c'era.
Tengo mani e occhi bene impegnati sul lavoro che sto facendo, massaggio le orecchie con musica dolce, strego il naso con profumi di spezie e d'autunno.
Cerco di distrarre il mio stomaco che si ribella all'irrisoria colazione.
Cerco di distrarre il mio cervello, che si ribella sempre troppo spesso.
La prima causa del mio corpo in rivolta è proprio lui. Lui che si porta dentro tutto il carico di paure, ansie, insicurezze, fobie, manie, desideri e sogni troppo grandi. Lui che li prende e li ridistribuisce qua e là per il corpo e allora un giorno è dermatite, l'altro è mal di testa, un altro ancora è una schiena bloccata.
Non è una storia facile per un'ansiosa, mezza ipocondriaca, ma da qualcosa bisognerà pur partire.
Fuori il cielo è azzurro. Di quell'azzurro che ti illude, perché non te lo immagini davvero quanto freddo fa.
Il freddo che quando esco la mattina alle 8 mi si sbatte in faccia con arroganza e mi costringe definitivamente a svegliarmi, per davvero, che alle 8 meno 2 minuti in ascensore io non sono ancora sveglia sul serio.
Quel freddo che poi affronto e non mi spaventa più, perché il problema è uscire lì fuori ma quando ci sono mi piace. Allora comincio a camminare, mi piace camminare, sentirlo questo freddo che mi scorre addosso. Guardo indietro, l'autobus sta arrivando, tentenno, la mia pigrizia vorrebbe avere la meglio, mi fermo un attimo, poi mi volto di nuovo e riprendo a camminare.
A me le sensazioni piccole, quelle che riempiono gli attimi, fanno la giornata.
Le gusto, le respiro, le sento dentro, mi pervadono.
Sarà per questo che ho qualche problema con quelle più grandi, di sensazioni?
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