venerdì 17 febbraio 2012

Let's Sdramatize!


Mo ho l’ansia da prestazione.
Dubbio amletico: organizzare le idee, e appuntarsela quando salta in mente una cosa intelligente, o scrivere a buffo in base a come mi sveglio la mattina?  La seconda che hai detto ( Quelo docet). Almeno per oggi.
Anche perché, in tutta sincerità, oggi trovo qualche difficoltà nell’organizzare le idee con in sottofondo le riflessioni mattutine della Belva ad alta voce ( a cui vi assicuro è IMPOSSIBILE restare indifferenti! ).
Quindi dopo aver obbedito agli ordini dall’alto, cioè, caricare sull’immaginaria seggiolina della mia immaginaria carrozza un E.T. ( sempre immaginario, non so perché ma sentivo di doverlo chiarire) , fingere di gustare un pezzetto di “Repubblica” ( Fabio ci uccide...) come fosse una gelatina alla frutta e, soprattutto, dopo avergli sottratto dalle mani una pacchetto di cartine( !! “Mamma, che ne pensi se lo apro?” “Daaaaa qua!!!”)   insomma dopo tutto ciò....eccoci qua!
Let’s Sdramatize! Questo è il tema di oggi...oooh yeah.. per la serie “ E fattela na risata...”
La mia conclusione dopo qualche anno di gavetta è esattamente questa. Anche quando vi accorgete che vostro figlio sta masticando qualcosa e scoprite che è l’angolo in alto a sinistra di un documento importante, tipo adesso. ( Io lo so, qualcuno mi osserva dall’alto e vuole mettermi alla prova... )
Io sono un’ansiosa, e pure un pò nevrotica a tratti, e tendo a scoraggiarmi spesso... ma rido, e meno male! Anche perchè spesso ci incupiamo per nulla o comunque non prendiamo le cose con la dovuta leggerezza, che –attenzione!- non significa superficialità.
Riuscire a ridere anche delle cose serie è una grande conquista, più che una cosa incosciente. Riuscire a riderne insieme a qualcun altro poi è addirittura terapeutico.
Condivisione e leggerezza. Che poi sono concetti collegati perchè fondamentalmente chi condivide si alleggerisce di qualcosa, e un pezzetto qua un pezzetto là finalmente ci siamo tolti il peso... che poi, ma che ce dobbiamo fa con sti pesi?
Penso che le depressioni siano fallimenti sociali, prima di tutto. Ognuno di noi è inserito in un contesto sociale che dovrebbe servire pure per interagire in una qualche maniera utile; spesso ciò non avviene, cioè comunichiamo, ma non comunichiamo realmente. Sarebbe importante, riuscirci tutti, che significherebbe anche fidarci un pò di più...e ci sentiremmo anche molto meno scemi nel nostro piccolo grande dramma scoprendo che è lo stesso di...che ne so, del fruttivendolo sotto casa, o del ginecologo!
Condivisione terapeutica, anche per questo ho fatto il blog, molto più economico di uno psicologo. J

Sono riflessioni che facevo già prima ma che si accentuano da quando sono mamma e la mia necessità di condividere-per-capire-capirmi-e-non-impanicarsi(!!!) si è amplificata a dismisura, ma su questo vorrei fare un altro post. Arriverà.

Nessun commento:

Posta un commento