Mo ho l’ansia da prestazione.
Dubbio amletico: organizzare le idee, e appuntarsela quando
salta in mente una cosa intelligente, o scrivere a buffo in base a come mi
sveglio la mattina? La seconda che hai
detto ( Quelo docet). Almeno per
oggi.
Anche perché, in tutta sincerità, oggi trovo qualche
difficoltà nell’organizzare le idee con in sottofondo le riflessioni mattutine
della Belva ad alta voce ( a cui vi assicuro è IMPOSSIBILE restare
indifferenti! ).
Quindi dopo aver obbedito agli ordini dall’alto, cioè, caricare
sull’immaginaria seggiolina della mia immaginaria carrozza un E.T. ( sempre
immaginario, non so perché ma sentivo di doverlo chiarire) , fingere di gustare
un pezzetto di “Repubblica” ( Fabio ci uccide...) come fosse una gelatina alla
frutta e, soprattutto, dopo avergli sottratto dalle mani una pacchetto di
cartine( !! “Mamma, che ne pensi se lo apro?” “Daaaaa qua!!!”) insomma
dopo tutto ciò....eccoci qua!
Let’s Sdramatize! Questo è il tema di oggi...oooh yeah.. per
la serie “ E fattela na risata...”
La mia conclusione dopo qualche anno di gavetta è
esattamente questa. Anche quando vi accorgete che vostro figlio sta masticando
qualcosa e scoprite che è l’angolo in alto a sinistra di un documento
importante, tipo adesso. ( Io lo so, qualcuno mi osserva dall’alto e vuole
mettermi alla prova... )
Io sono un’ansiosa, e pure un pò nevrotica a tratti, e tendo
a scoraggiarmi spesso... ma rido, e meno male! Anche perchè spesso ci incupiamo
per nulla o comunque non prendiamo le cose con la dovuta leggerezza, che –attenzione!-
non significa superficialità.
Riuscire a ridere anche delle cose serie è una grande
conquista, più che una cosa incosciente. Riuscire a riderne insieme a qualcun
altro poi è addirittura terapeutico.
Condivisione e leggerezza. Che poi sono concetti
collegati perchè fondamentalmente chi condivide si alleggerisce di qualcosa, e
un pezzetto qua un pezzetto là finalmente ci siamo tolti il peso... che poi, ma
che ce dobbiamo fa con sti pesi?
Penso che le depressioni siano fallimenti sociali, prima di
tutto. Ognuno di noi è inserito in un contesto sociale che dovrebbe servire
pure per interagire in una qualche maniera utile; spesso ciò non avviene, cioè
comunichiamo, ma non comunichiamo realmente. Sarebbe importante, riuscirci
tutti, che significherebbe anche fidarci un pò di più...e ci sentiremmo anche molto
meno scemi nel nostro piccolo grande dramma scoprendo che è lo stesso di...che
ne so, del fruttivendolo sotto casa, o del ginecologo!
Condivisione terapeutica, anche per questo ho fatto il blog,
molto più economico di uno psicologo. J
Sono riflessioni che facevo già prima ma che si accentuano
da quando sono mamma e la mia necessità di condividere-per-capire-capirmi-e-non-impanicarsi(!!!)
si è amplificata a dismisura, ma su questo vorrei fare un altro post. Arriverà.
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