giovedì 23 febbraio 2012

Cose che...


Cose che cambiano quando hai un bambino:
-          il tempo, non sembra mai abbastanza (ma forse è questione di organizzazione, che a me manca);
-          impari a cucinare, e scopri il meraviglioso mondo oltre i Sofficini;
-          le tue passioni e il tempo per te stessa acquistano un’urgenza che mai avevi sperimentato;
-          i tuoi nervi sono spesso a pezzi, molto più spesso di quanto immagini e te ne fai una colpa, molto più spesso di quanto dovresti;
-          vedi il mondo da un’altra prospettiva... più o meno da un metro in giù (e ti accorgi che visto da lì è una gran figata!);
-          riguardandoli bene, i cartoni della Disney fanno un po’ incazzare … anche se non puoi non guardarli, è una specie di droga;
-          inizi a scontrarti inevitabilmente, e senza averne fatto esplicita richiesta per di più, con tanta cafonaggine, maleducazione, ignoranza e pregiudizio che nemmeno avevi sospettato esistesse in queste dosi;
-          il tuo rapporto con la fashionaggine e il parrucchiere, a meno che non fossi una maniaca già da prima, entra in crisi: è un rapporto che si recupera, con lentezza e vie alternative, passando anche per fasi Oh-madonna-ma-mi-so-specchiata-prima-di-uscire-? (la risposta è: NO, cercavi di ricordarti quello che dovevi mettere in borsa mentre tuo figlio, col cappotto al contrario, già imboccava la porta e citofonava al vicino!);
-          scopri quanto (non) reggi l’alcool, dopo circa un anno di astinenza (tra gravidanza e allattamento): se prima ti scolavi 8 Negroni e 5 Vodka lemon con spavalda disinvoltura, ora..beh ora...ne riparliamo dopo un paio di bicchieri di Barolo... mentre stai improvvisando una lap dance col mocio e ridi come una cretina in bagno, da sola;
-          e poi scopri quanto basti poco, in realtà, per essere felice.



Cose che invece non cambieranno mai:
-          fomentarsi con i Nirvana (o tanti altri…) e sentirsi come una 15enne che vorrebbe passare il pomeriggio chiusa in camera sua (sono un caso disperato?) oppure saltellare in corridoio provocando istantanea esaltazione del 3enne che ti imita e prova a cantareShould I stay or should I go”;
-          il concetto di ordine: se non ce l’hai nel Dna, e io non ce l’ho, la strada è molto lunga e tortuosa;
-          l’essere irrimediabilmente distratta e fondamentalmente sconclusionata, ma finora ciò non ha creato gravi scompensi … al massimo calzini  scompagnati, cene da buttare, corse mattutine improvvisate al bar che “Oddio, ma il latte era finito! Mica m’ero accorta! Vai, vai prima che si sveglia!!” (e che ci vado io? seeeeee…) e simili;
-          la risata facile, anzi quella può anche peggiorare, che la maternità spesso è veramente una cosa esilarante se vista “da fuori” e con la dovuta leggerezza;
-          prendere la vita come viene, che in qualche modo si fa, che tanto se ti angosci non è che cambia qualcosa, anzi;
-          il posto di alcune, fondamentali, persone nella tua vita.

Cose che bisognerebbe capire prima di farsi venire la depressione o l'ansia da bilancio/cambiamento/sconvolgimento post-figlio: 
- non è che nel momento in cui partorisci ti possiede in automatico lo spirito di Wonder Woman. No, non è così, proprio per niente. Per quanto mi riguarda, Wonder Woman riposi in pace, ovunque essa sia. 





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